Hai intenzione di aprire una nuova attività imprenditoriale al Sud? C’è una buona notizia per te: nel 2020 sono state introdotte ulteriori novità nel Bando Resto al Sud. In particolare:

  • Possono accedere anche professionisti titolari di Partita IVA;
  • Per le sole imprese esercitate in forma individuale (con un solo soggetto proponente) il massimale di spesa è stato elevato a 60.000 euro;
  • Per tutte le iniziative imprenditoriali il nuovo mix di agevolazioni, sempre pari al 100 per cento del programma di spesa ammesso, prevede il 50 per cento di contributo a fondo perduto e il 50 di finanziamento bancario agevolato.

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    Scopri il nuovo Resto al Sud 2.0: tutte le informazioni e come richiedere una consulenza per presentare la domanda

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Ma procediamo con ordine e riepiloghiamo brevemente – per chi ancora non conosce questo Bando – che cos’è Resto al Sud. Resto al Sud è l’incentivo che sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali o libero professionali nelle regioni del Mezzogiorno e nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017.

Quali sono i requisiti per avere un finanziamento Resto al Sud?

Si devono rispettare diversi requisiti per avere un finainziamento Resto al Sud. Innanzitutto le richieste di agevolazioni alla misura Resto al Sud possono essere presentate dai soggetti di età compresa tra i 18 e i 45 anni.

Le attività devono avere sede nelle regioni del Mezzogiorno e nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia;
  • Comuni del cratere del sisma Marche;
  • Comuni del cratere del sisma Umbria;
  • Comuni del cratere del sisma Lazio.

Inoltre bisogna non avere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento e non essere già titolari di altra attività di impresa in esercizio.

Nel caso di professionisti con partita IVA, bisogna non risultare titolari di partita IVA nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui si chiedono le agevolazioni.
Possono inoltre presentare richiesta di finanziamento Resto al Sud le società, anche cooperative, le ditte individuali costituite successivamente alla data del 21 giugno 2017, o i team di persone che si costituiscono entro 60 giorni (o 120 se residenti all’estero) dopo l’esito positivo della valutazione.

L’incentivo si rivolge a imprese costituite dopo il 21/06/2017 e a imprese costituende (la costituzione deve avvenire entro 60 giorni – o 120 giorni in caso di residenza all’estero – dall’esito positivo dell’istruttoria).

Quali attività posso avviare con Resto al Sud?

I settori ammessi al finanziamento Resto al Sud 2020 sono:

  • Industria;
  • Artigianato;
  • Trasformazione dei prodotti agricoli e pesca;
  • Fornitura di servizi all’imprese e alle persone;
  • Turismo;
  • Attività libero professionali.

E le attività escluse dal Bando Resto al Sud 2020?. Sono escluse dal finanziamento le attività agricole e il commercio, ad eccezione della vendita dei beni prodotti nell’attività di impresa.

Adesso vediamo quali sono le spese ammissibili nel finanziamento Resto al Sud 2020. Possono essere finanziate le seguenti spese:

  • Ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa);
  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
  • spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) – massimo 20% del programma di spesa.

Sono, invece, escluse:

  • Beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria, del leasing e del leaseback;
  • Beni e servizi di proprietà di uno o più soci del beneficiario nel caso di soci persone fisiche, anche dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado;
  • Investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature;
  • Il cosiddetto “contratto chiavi in mano”;
  • commesse interne;
  • Macchinari, impianti e attrezzature usati;
  • Spese notarili, imposte, tasse;
  • Acquisto di automezzi, tranne quelli strettamente necessari al ciclo di produzione o destinati al trasporto in conservazione condizionata dei prodotti;
  • Acquisto di beni di importo unitario inferiore a 500 euro, ad eccezione delle spese afferenti al capitale circolante (per dettagli vedi FAQ successiva);
  • Progettazione, consulenze ed erogazione delle retribuzioni ai dipendenti delle imprese individuali e delle società, nonché agli organi di gestione e di controllo delle società stesse;
  • Scorte, tasse e imposte (l’IVA realmente e definitivamente sostenuta dal soggetto beneficiario è una spesa ammissibile solo se non è da egli stesso recuperabile).

Per ogni altro tipo di informazione e per essere assistiti nell’istruttorie della pratica per la richiesta del finanziamento non esistare a contattarci all’email info@leftymarketing.it oppure ai numeri di telefono fisso, 0825463719, o mobile, 3914807552 (anche WhatsApp).